Quando OpenAI ha pubblicato il primo teaser di GPT-5, la community tech ha trattenuto il fiato. Non è solo un aggiornamento: è un cambio di paradigma che ridefinisce cosa può fare un modello linguistico.
Perché questa volta è diverso
GPT-4 ci aveva già impressionato, ma aveva limiti evidenti: contesto limitato, allucinazioni frequenti, costi elevati per le API. GPT-5 affronta tutti questi problemi di petto.
La finestra di contesto passa a 500.000 token. Per capirci: puoi dare in pasto al modello un intero codebase di un'applicazione media e chiedergli di trovare bug, suggerire refactoring, o spiegare la logica di business. Questo cambia radicalmente il modo in cui gli sviluppatori possono usare l'AI nel workflow quotidiano.
Cosa significa per le aziende
Il vero game-changer è il ragionamento multi-step. GPT-5 può mantenere una catena logica coerente attraverso task complessi. Questo apre scenari che prima sembravano fantascienza: automazione di processi decisionali, analisi di documenti legali, assistenza medica di primo livello.
Ma attenzione: più potere significa più responsabilità. Le aziende che adotteranno GPT-5 dovranno investire seriamente in governance dell'AI, validazione degli output, e formazione del personale.
Il nostro punto di vista
Come software house, vediamo opportunità enormi. Ma anche rischi. L'AI non sostituisce gli sviluppatori — li amplifica. Chi saprà usarla bene avrà un vantaggio competitivo enorme. Chi la ignorerà, rimarrà indietro.