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TUTORIAL22 dicembre 20253 min di lettura

React Hooks: dalla teoria alla pratica quotidiana.

useState, useEffect, useContext e oltre. Come usare gli hooks React in modo efficace nei progetti reali.

Gli hooks hanno rivoluzionato React. Niente più classi verbose, lifecycle methods confusi, this binding. Ma usarli bene richiede comprensione profonda.

useState: stato semplice

Per stato locale di un componente. Chiamate il setter con il nuovo valore, React re-renderizza. Semplice. Ma attenzione: lo stato è asincrono. Leggere il valore subito dopo averlo settato restituisce il vecchio valore.

Per stato complesso, considerate useReducer. Più verboso ma più prevedibile per logica articolata.

useEffect: effetti collaterali

Fetch di dati, subscription a eventi, manipolazione DOM. Tutto ciò che non è puro rendering va in useEffect. L'array di dipendenze controlla quando l'effetto viene rieseguito.

Errore comune: dipendenze mancanti. ESLint vi avvisa, non ignorate quei warning.

useContext: stato globale leggero

Per condividere dati tra componenti senza prop drilling. Perfetto per tema, utente autenticato, preferenze. Per stato complesso con logica asincrona, considerate librerie dedicate come Zustand o Jotai.

Custom hooks: il vero potere

Gli hooks custom permettono di estrarre logica riutilizzabile. Un useAuth che gestisce login/logout. Un useFetch che wrappa le chiamate API. Il pattern è potente e mantiene i componenti puliti.

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